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  • 11 Mar 2019
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  • 11 Feb 2019
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  • 25 Nov 2018
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  • 12 Oct 2018
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  • 21 Aug 2018
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  • 29 May 2018
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  • 24 Apr 2017
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IRENE GRANDI IN VIAGGIO A FOLIGNO. QUANDO L'ARTE DEL VIDEO INCONTRA LA MUSICA Dopo il sold out di Vasco Brondi e de "Le luci della centrale elettrica", Foligno Musica, giunta alla sua terza edizione, ha offerto, sabato 8 dicembre, uno spettacolo che si discosta totalmente dai canoni del concerto classico. Con il "LungoViaggio" di Irene Grandi ed i Pastis, il pubblico viene catapultato in un'atmosfera da sogno, dove le varie sonorità diventano un tutt'uno con le immagini. Un linguaggio nuovo, innovativo e tridimensionale. Alle spalle di Irene un grande schermo proietta figure che interagiscono con i suoi testi, che dialogano con lei, che catturano l'interesse dei presenti. Irene si muove sinuosa sul palco, il suo corpo asseconda le note, le interpreta. Venticinque anni di carriera, quasi cinquant'anni di vita, non hanno scalfito il brio che la contraddistingue, le hanno donato, al contrario, una maturità fresca e prorompente. Decisivo, nel suo percorso artistico, l'incontro con il duo Pastis, Saverio e Marco Lanza, attivi da tempo nel mondo della videoarte che hanno convinto l'artista toscana a mettere in scena il tema del viaggio, a lei caro, sotto un aspetto visionario ma reale: un perfetto connubio tra realtà ed immaginazione. Nella fantastica location dell'ex monastero di San Domenico, Irene fa la sua prima apparizione proprio dallo schermo che domina il palco, tranquillamente seduta su un divano, la copia di quello sul quale si siederà per duettare con sé stessa. Dall'inizio con "Sono ali", sarà tutto un susseguirsi di volti e di paesaggi, di personaggi noti e meno noti. Suggestivo, avvolgente e spiritualmente coinvolgente il dialogo con Tiziano Terzani, scrittore e giornalista, la cui vita è stata veramente un continuo viaggio tra i continenti e dentro di sé, nella consapevolezza che tutto è collegato. "Tutto è Uno": "l'universo è l'armonia degli opposti. Perché non c'è acqua senza fuoco, non c'è femminile senza maschile, non c'è notte senza giorno....
  • 12 Dec 2018
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Parte tutto da una lettera, una lettera semplice, di un ragazzo, Angelo, forse più abituato a lavorare la terra che prendere una penna in mano. Per anni rimane in un cassetto dimenticata, finchè qualcuno non la trova, la legge, si commuove e decide di non restituirla più all'oblio. Nella mani del regista Simone Bragagnolo, diventa una storia, raccoglie intorno a sé altri personaggi, si arricchisce. Angelo riprende vita, diventa monito, diventa testimonianza di una assurda guerra che ha condannato milioni di ragazzi alla morte, alla sofferenza, alla devastazione. La gioventù non ha nazionalità, il dolore non ha frontiere. "Di che reggimento siete, fratelli?" scriveva Giuseppe Ungaretti dal fronte, raccontando in poesia le atrocità perpetrate in nome di un incompreso spirito nazionalista e di conquista. Angelo, probabilmente, di sparare non ne avrebbe avuto voglia, tantomeno di uccidere, magari un coetaneo che, in uno Stato lontano, fino a qualche giorno prima pensava al raccolto, alla ragazza, al bicchiere di vino con gli amici, il sabato sera. Gli avevano intimato di partire. Come un colpo di fulmine, la lettera di richiamo era arrivata inattesa. La Patria chiamava, il nemico era alle porte e andava sconfitto. Una forza lavoro rubata ai campi, due braccia forti che non avrebbero più potuto dare sostegno alla famiglia. Il battaglione, la prima linea, i cannoni, il sangue che scorre lungo la divisa, corpi dilaniati. E la paura. "Come d'autunno sugli alberi le foglie", lo spettacolo messo in scena da Bragagnolo, raccoglie tutto questo. Più di 60 tra attori e figuranti per raccontare, non gesta eroiche e medaglie, ma l'insensatezza di certi attacchi verso la trincea nemica, dove l'unica scelta concessa era la morte, fosse per mano amica o nemica, i sentimenti dei soldati sul campo di battaglia, la solidarietà, le amicizie, la nostalgia di casa, il desiderio d'affetto, ricercato tra le braccia di donne disperate come loro, che offrivano il loro corpo in cambio di denaro.
  • 14 Nov 2018
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Come sempre, sempre Nomadi. Era una frase che Augusto Daolio amava ripetere alla fine dei suoi concerti. Come sempre i Nomadi vicini alla gente. Quello che balza agli occhi subito durante tutte le loro esibizioni è, infatti, il feeling che si instaura tra loro e il pubblico. Un pubblico eterogeneo di bambini, giovani, adulti ed anziani. I Nomadi nel loro cinquantacinquesimo anno di attività, non hanno età. Le loro canzoni hanno percorso il mezzo secolo ma potrebbero essere state scritte ieri. I testi sono attuali, accattivanti, affrontano spesso temi sociali che erano di attualità allora come adesso. Raccontano le paure dell’uomo, le sue passioni, le sue debolezze, i suoi sentimenti. Parlano di pace, di guerra, di valori profondi come l’amicizia e l’amore, sentimenti universali in tutto il mondo e nel loro Paese, il paese delle favole, il paese dove anche i protagonisti buoni hanno perso l’innocenza, come canteranno dopo aver letto una richiesta di una bambina. Loro tradizione è, infatti, quella di leggere sul palco i messaggi dei fan, venuti a sostenerli. Al Palasport di Ferrara non fanno eccezione. Uniti sempre, semplici sempre. Non si risparmiano mai, sempre in movimento, il loro è un tour quasi permanente, non si fermano praticamente mai, raggiungono le grandi città come i piccoli paesi. Sono in media 130 i concerti nei quali, ogni anno, si esibiscono, ma negli anni ottanta hanno toccato pure i 220. 55 anni sulla cresta dell’onda, uno dei gruppi più longevi nel panorama musicale. Pur avendo dovuto cambiare, dalla loro nascita ad oggi, ventitrè componenti, i Nomadi hanno saputo conservare lo spirito iniziale e la loro coerenza. Ogni cantante che si è succeduto avrebbe potuto essere schiacciato dall’eredità pesante di Augusto. Grande uomo, oltre che grande professionista, dotato di un carisma che lo rendeva unico e irripetibile. Invece tutti quelli che sono venuti dopo di lui, hanno saputo rendergli omaggio, esprimendo al meglio le loro capacità senza voler compet
  • 12 Nov 2018
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