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slademanmondo**********
  • 31 Oct 2016
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IRENE GRANDI IN VIAGGIO A FOLIGNO. QUANDO L'ARTE DEL VIDEO INCONTRA LA MUSICA Dopo il sold out di Vasco Brondi e de "Le luci della centrale elettrica", Foligno Musica, giunta alla sua terza edizione, ha offerto, sabato 8 dicembre, uno spettacolo che si discosta totalmente dai canoni del concerto classico. Con il "LungoViaggio" di Irene Grandi ed i Pastis, il pubblico viene catapultato in un'atmosfera da sogno, dove le varie sonorità diventano un tutt'uno con le immagini. Un linguaggio nuovo, innovativo e tridimensionale. Alle spalle di Irene un grande schermo proietta figure che interagiscono con i suoi testi, che dialogano con lei, che catturano l'interesse dei presenti. Irene si muove sinuosa sul palco, il suo corpo asseconda le note, le interpreta. Venticinque anni di carriera, quasi cinquant'anni di vita, non hanno scalfito il brio che la contraddistingue, le hanno donato, al contrario, una maturità fresca e prorompente. Decisivo, nel suo percorso artistico, l'incontro con il duo Pastis, Saverio e Marco Lanza, attivi da tempo nel mondo della videoarte che hanno convinto l'artista toscana a mettere in scena il tema del viaggio, a lei caro, sotto un aspetto visionario ma reale: un perfetto connubio tra realtà ed immaginazione. Nella fantastica location dell'ex monastero di San Domenico, Irene fa la sua prima apparizione proprio dallo schermo che domina il palco, tranquillamente seduta su un divano, la copia di quello sul quale si siederà per duettare con sé stessa. Dall'inizio con "Sono ali", sarà tutto un susseguirsi di volti e di paesaggi, di personaggi noti e meno noti. Suggestivo, avvolgente e spiritualmente coinvolgente il dialogo con Tiziano Terzani, scrittore e giornalista, la cui vita è stata veramente un continuo viaggio tra i continenti e dentro di sé, nella consapevolezza che tutto è collegato. "Tutto è Uno": "l'universo è l'armonia degli opposti. Perché non c'è acqua senza fuoco, non c'è femminile senza maschile, non c'è notte senza giorno....
  • 12 Dec 2018
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ITALIAN CHEESE AWARDS. E’ IL SAN MARTIN IL FORMAGGIO DI MONTAGNA 2019. GRANDE SUCCESSO PER L’AZIENDA AGRICOLA SAN LORENZO DI PONZONE (AL). di Antonella Pederiva Una vera tradizione non è la testimonianza di un passato concluso, ma una forza viva che anima e informa di sé il presente. E’ una frase del compositore russo Igor Stravinskij che ben si adatta al percorso di Mariangela, Fedele e Davide Lauria. Un mondo, il loro, non di note musicali ma di gusto, di retrogusto, di sapori, di odori, di aromi. E’ la sapiente disposizione delle note sul pentagramma che crea un capolavoro, è la sapiente miscelanza di tante caratteristiche che crea l’eccellenza. L’essenziale è invisibile agli occhi, diceva il Piccolo Principe, ma non sfugge al palato. La straordinarietà del formaggio semistagionato San Martin, non è sfuggita ai giudici dell’Italian Cheese Awards, come non è sfuggito loro il talento di questi tre giovanissimi casari, che negli ultimi anni hanno portato il nome dell’azienda paterna ai vertici nazionali. Nasce nel 1998, dalla passione di Francesco Lauria, l’Azienda Agricola San Lorenzo di Ponzone (AL), dal suo amore per gli spazi aperti, per gli animali, per la natura. Un vecchio casolare ristrutturato, immerso nel verde dei boschi piemontesi, una decina di capre, che con gli anni sono diventate 510. Anni di sacrifici e di rinunce condivisi con la famiglia, con i tre figli. Centro Congressi di Verona Fiere, 27 ottobre. Tra i 33 finalisti, ci sono loro, 21, 27 e 29 anni, i loro visi tradiscono la loro emozione, sorridono ma il cuore trema d’orgoglio e di gioia mentre ricevono la preziosa statuetta. Hanno passato tutte le selezioni, in una competizione con più di 1400 partecipanti. Non ci sono più dubbi. E’ il San Martin il Formaggio di Montagna 2019.
  • 5 Nov 2019
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ITALIAN CHEESE AWARDS. E’ IL SAN MARTIN IL FORMAGGIO DI MONTAGNA 2019. GRANDE SUCCESSO PER L’AZIENDA AGRICOLA SAN LORENZO DI PONZONE (AL). di Antonella Pederiva Una vera tradizione non è la testimonianza di un passato concluso, ma una forza viva che anima e informa di sé il presente. E’ una frase del compositore russo Igor Stravinskij che ben si adatta al percorso di Mariangela, Fedele e Davide Lauria. Un mondo, il loro, non di note musicali ma di gusto, di retrogusto, di sapori, di odori, di aromi. E’ la sapiente disposizione delle note sul pentagramma che crea un capolavoro, è la sapiente miscelanza di tante caratteristiche che crea l’eccellenza. L’essenziale è invisibile agli occhi, diceva il Piccolo Principe, ma non sfugge al palato. La straordinarietà del formaggio semistagionato San Martin, non è sfuggita ai giudici dell’Italian Cheese Awards, come non è sfuggito loro il talento di questi tre giovanissimi casari, che negli ultimi anni hanno portato il nome dell’azienda paterna ai vertici nazionali. Nasce nel 1998, dalla passione di Francesco Lauria, l’Azienda Agricola San Lorenzo di Ponzone (AL), dal suo amore per gli spazi aperti, per gli animali, per la natura. Un vecchio casolare ristrutturato, immerso nel verde dei boschi piemontesi, una decina di capre, che con gli anni sono diventate 510. Anni di sacrifici e di rinunce condivisi con la famiglia, con i tre figli. Centro Congressi di Verona Fiere, 27 ottobre. Tra i 33 finalisti, ci sono loro, 21, 27 e 29 anni, i loro visi tradiscono la loro emozione, sorridono ma il cuore trema d’orgoglio e di gioia mentre ricevono la preziosa statuetta. Hanno passato tutte le selezioni, in una competizione con più di 1400 partecipanti. Non ci sono più dubbi. E’ il San Martin il Formaggio di Montagna 2019.
  • 5 Nov 2019
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