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www.Orthodox**** Russian Orthodox church of St. Nicholas in McKinney, TX. Sermon by priest Seraphim Holland on the feast of the Dormition of the Theotokos
29 Aug 2009
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Troparion, Tone 1: In giving birth thou didst preserve thy virginity; / in thy dormition thou didst not forsake the world, O Theotokos. / Thou wast translated unto life, / since thou art the Mother of Life; // and by thine intercessions dost thou deliver our souls from death. Kontakion, Tone 2: The grave and death could not hold the Theotokos, / who is sleepless in her intercessions and an unfailing hope in her mediations. / For as the Mother of Life she was translated unto life // by Him Who dwelt in her ever-virgin womb. Exapostilarion: O ye Apostles from afar, being now gathered together here in the garden of Gethsemane, give burial to my body; and Thou, my Son and my God, receive Thou my spirit.
29 Aug 2009
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Take a tour of Omsk Dormition Cathedral in Omsk, Russia – part of the World’s Greatest Attractions travel video series by GeoBeats. A striking feature of the city of Omsk, in southern Russia, is the grand and colorful Dormition Cathedral. This structure boasts a gleaming white exterior and shiny blue and gold domes, typical of Russian architecture. These features add to the majesty of the cathedral as both a place of worship and historical monument. The original Dormition Cathedral was built in the late nineteenth century, designed in the Russian Revival Style. However, when the Soviets came to power, they destroyed this and many other Russian churches as part of their Communist agenda. Fortunately, the Omsk Dormition Cathedral was recently rebuilt, to forever regain its beauty and history.
19 May 2011
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Lenten Concert. On Sunday April 1st at 12:30, to end our Lenten Mission, our church choir presented a concert of Lenten Hymns and songs. This beautiful performance by our church choir helped further fortify our Lenten prayers and our Lenten spirit. Thank you. Великопосний концерт У неділю 1-го квітня, о годині 12.30 по полудні, після третьої Божественної Літургії на закінчення Святої місії у нашому Соборі Успення Пресвятої Богородиці, відбудвся великопосний концерт парафіяльного хору. Прикрасний концерт укріпив нас у великопосному намірі та молитві. Щиро дякуємо.
4 Apr 2012
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oboseala mare am condus toata noaptea !am dormit pe plaja!
19 Oct 2009
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Questa è una storia vera, successa il 1 giugno 1970. Dopo le manifestazioni degli studenti e gli scioperi, l’Italia è a un bivio: da un lato ci sono ancora l’ingenuità e i sogni sinceri della stagione del ’68, dall’altra sta iniziando una lotta interna sempre più cruenta. A Pisa, nell’ambiente del movimento studentesco, arriva ¬la notizia che sta per scattare un colpo di stato come quello dei colonnelli in Grecia del ‘67. “Dormite fuori casa per tre, quattro notti. Se fanno il putsch vi vengono a prendere a casa uno per uno.” È questo l’ordine per tutti i ragazzi più esposti. Tra loro c’è anche Pino Masi, un cantautore che ha fondato da poco il Canzoniere Pisano e fa concerti davanti a migliaia di ragazzi. Ha scritto le canzoni di lotta più famose, dalla Ballata del Pinelli all’inno di Lotta Continua. Ma è anche una persona con un’infanzia difficile, istintivamente diffidente, e quella notizia lo agita molto.Quel giorno nella sua soffitta ci sono due liceali: Renzo Lulli e Fabio Gismondi. Hanno appena vent’anni e sognano di suonare con Pino Masi che per loro è un mito, un leader indiscusso. Quando li prende da parte e gli spiega che devono andare fuori città per evitare pericoli, accettano. “Prendiamo la macchina del Lulli e si va verso il confine. Se il golpe non c’è, s’è fatta una gita.” Se invece accade il peggio, andranno in esilio e da lì diventeranno degli Inti Illimani ante litteram: gireranno il mondo con le loro canzoni per fare luce sulle ingiustizie in Italia. Dopo aver trovato delle scuse con i genitori e bruciato le agende personali per non lasciare traccia, i tre si mettono in marcia verso il confine Yugoslavo. Nella notte si fermano a fare benzina e, mentre prendono un caffè per rimanere svegli, vedono il bar riempirsi di soldati che scherzano fra di loro, con le mitragliette a tracollo: stanno andando verso Roma, all’alba saranno lì. I nostri tre non pensano che il giorno dopo è il 2 giugno e ci sarà la parata militare a Roma per la festa della Repubblica. Pensano che il colpo di stato ormai è cosa certa. La A112 adesso corre verso il confine e la salvezza, mentre i tre hanno nel cuore la malinconia per quello che si stanno lasciando alle spalle e l’eccitazione per quello che li aspetta. Arrivati davanti al confine Yugoslavo, si imbattono nella cortina di ferro: buio, fili spinati, perquisizioni alle macchine davanti. I tre decidono di ripiegare in Austria. Il poliziotto alla dogana guarda perplesso il patentino del Gismondi e la denuncia di smarrimento del Masi. Va alla radio per capire se si può fare un permesso giornaliero. Mentre quello parla i nostri tre si convincono che li abbiano beccati, che abbiano capito che sono del movimento, che il doganiere stia chiedendo istruzioni da Roma, e così si lanciano con la macchina verso l’Austria e la salvezza. Il Masi e il Gismondi vengono arrestati dai poliziotti austriaci insieme ai carabinieri che li hanno seguiti armi in pugno oltre il confine. L’unico che riesce a scappare è Renzo Lulli. Proprio lui, il ragazzo di buona famiglia, con i capelli pettinati e la camicia pulita. Mentre corre verso la libertà, ricercato dalle polizie di due paesi e senza una casa dove tornare, si sente un eroe, un vero ribelle in fuga. Lo ritrova il Masi su una jeep degli austriaci: “tranquillo, ci danno l’asilo politico!”.Li portano tutti e tre in un carcere e qui iniziano ad affiorare i dubbi: perché ci hanno messo in cella e ci guardano perplessi quando parliamo di golpe? All’interrogatorio con l’Interpol tutto si fa chiaro: non c’è stato nessun colpo di stato, hanno fatto una cazzata. Una posizione giudiziaria non facile, i genitori incavolati, tutti a Pisa pronti a prenderli per il culo per anni. La loro strana amicizia viene messa alla prova.Quando li liberano, i tre si tolgono la soddisfazione di fare il loro primo e ultimo concerto davanti alle inferriate dell’istituto. Per un attimo sembrano guardare nel futuro: la loro storia personale e quella d’Italia non sarà facile, ma forse, adesso, sono pronti per affrontarla.
11 Nov 2011
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